Il sentire comune è quello di essere degli individui singoli in se stessi, ci rivolgiamo a noi stessi chiamandoci “io”. Quando si inizia un lavoro interiore, si scopre non soltanto che questo “io” è composto da una molteplicità, ma anche che c’è un altro “io”, un Amico, un fratello che ci accompagna sin dalla nascita e della cui guida e sagge indicazioni non dovremmo mai fare a meno.
Dedicato a tutte le persone che hanno vissuto o sono in un'esperienza di sofferenza, ma anche a coloro che la vivranno, poiché nella vita della materia nessuno può sottrarsi alla perdita delle persone amate, della salute e della forza, in generale, alla “perdita” e alla mancaza di controllo.
Imparare a conoscere le parti che ci abitano ci permette di osservarne le caratteristiche e i bisogni, di allentare l’identificazione con esse, di diventare meno reattivi verso il mondo esterno. La conversione dell’attenzione verso i nostri bisogni interni ci aiuta a procedere verso un cammino di integrazione.
L’importanza di creare uno spazio interiore di ascolto e serenità, nel quale permanere mentre il mondo intorno a noi ci sollecita impazienza, rabbia, disagio, inadeguatezza, risuonando con le nostre parti ferite e ancora in attesa di cura e trasformazione.