In questo paradosso si cela un segreto. Potremmo anche invertire gli opposti e pensare alla fragilità della forza. Due aspetti inseparabili, come i due lati di una moneta. Dove riponiamo la nostra forza? Conosciamo le nostre fragilità? Lasciamoci accompagnare da un professore dell’anima…
Siamo veramente “uno”? Oppure vi è una molteplicità di “io” che si alternano alla guida della nostra vita? In che senso possiamo parlare di ipocrisia e cosa ci tiene legati alla sofferenza e alle dipendenze? L’autore opera una serie di riflessioni che ci invitano ad una maggiore consapevolezza di noi.
Una parte fondamentale del lavoro di autoconoscenza si svolge attraverso lo studio e il miglioramento delle nostre modalità relazionali. Anche il modo con cui viviamo le relazioni sui network sociali possono indicarci alcuni aspetti interessanti di noi sui quali riflettere.
Può la sofferenza essere uno strumento di cambiamento? Come possiamo stare accanto alle nostre emozioni più nere, senza rimanerne contagiati al punto da perdere la speranza? Forse è possibile mantenere in noi un luogo calmo dove riposare, mentre la tempesta ci travolge.