Esiste un luogo spesso a noi sconosciuto e inesplorato, dal quale cerchiamo di tenerci lontani: la nostra interiorità. Le occasioni per distanziarsi sono molteplici, il mondo sembra fatto apposta per attrarre verso oggetti e attività fuori di noi. Cosa accade quando varchiamo quella soglia?
Alcune testimonianze scelte di due esseri umani fuori dal comune, che ci parlano del loro approccio alla fase finale dell’esistenza. Il pensiero diviene atto del cuore e il simbolo ci richiama verso luoghi celesti che ci somigliano.
Non siamo individui isolati, la nostra storia è il frutto di esperienze, memorie e leggende che si intrecciano lungo la catena dei nostri avi e si ramificano in una realtà collettiva. Una narrazione condivisa può diventare un potente veicolo di trasformazione interiore.
Chi siamo veramente quando ricordiamo noi stessi? E cosa dimentichiamo di essere quando non lo facciamo? Queste domande fondamentali rappresentano il cuore pulsante di una delle pratiche più profonde della tradizione gnostica: il Ricordo di sé.
La Morte, da sorella che nasce con la Vita e che sempre ci cammina accanto, si rende accessibile, si fa riconoscere e inizia un dialogo con il protagonista. Insegna che la paura e la sofferenza nascono dalla lotta e dalla mancanza di senso, quando l’amore non regna nel cuore.
Secondo i maestri e i filosofi più sapienti, il segreto della felicità è nascosto all’interno dell’essere umano. La conversione verso se stessi avvia un viaggio alla scoperta di tesori nascosti, i quali svelano la nostra unicità e la nostra somiglianza con Dio come esseri capaci di creare.