La creatività è un istinto innato nell’essere umano, e sebbene non sia necessario alla pura sopravvivenza, come il cibo, il respiro, il movimento e l’accoppiamento, l’atto creativo è essenziale all’espressione totale della vita di un individuo che si differenzi dal suo stato animale per divenire pienamente umano, lo scopo per il quale è stato creato. Marina Abramovich, artista serba capace di andare oltre le convenzioni, così definisce la creatività: «Si tratta di qualcosa che esiste da quando esiste l'umanità stessa. Da quando l'uomo primitivo ha iniziato a disegnare sulle pareti delle sue caverne è iniziata la storia dell'espressione creativa: non bastava il cibo per nutrirsi, occorreva anche del nutrimento per lo spirito. È quindi una parte fondamentale dell'esistenza umana, come il respiro…». Una dimensione necessaria all’evoluzione umana in termini di sviluppo psichico e spirituale.
Non ci stiamo quindi riferendo alle forme talentuose e stimate negli annuari degli artisti, quanto all’espressione verace e profonda della nostra interiorità. In questo senso l’arte, che secondo l’etimologia sanscrita significa andare verso, nobilita la nostra natura più profonda dandole esistenza con l’atto spirituale e creativo del portare alla luce, dando forma a ciò che prima giaceva inespresso in noi e nel mondo. Andare verso se stessi, verso la propria Essenza e il proprio Spirito.
L’arte diventa allora uno strumento prezioso per il lavoro su di sé, un processo che include anche l’atto meditativo: concentrazione, ascolto interiore, contatto e poi espressione nel fare come atto indispensabile per ogni individuo che si converta in artista della propria vita, rendendola unica.
ARTE E LAVORO SU DI SÉ
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- Scritto da CLAUDIA FINETTI
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