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Così sia. Restiamo qualche istante nel silenzio ascoltando cosa emerge mentre l’immagine si dissolve.
Ora apriamo gli occhi e ascoltiamoci: come stiamo? Cosa stiamo dicendo a noi stessi? E dopo, cosa potremmo dire di questa esperienza a chi ci sta accanto cercando di ascoltare cosa ha da dirci, tutto, anche le sue perplessità e le sue resistenze?
Potremmo poi, se vogliamo, senza fretta, provare a comunicare con il corpo e lasciare a lui il compito di esprimere ciò che vede l’anima, non dimenticandoci delle tre R.
Senza volerlo abbiamo fatto un piccolo viaggio a ritroso: parlando con Dio, con noi stessi e con gli altri, siamo tornati all’inizio di questa storia. Forse, perché tutto si compia è necessario iniziare ancora. Come un giro di valzer, come la vita, e ogni volta imparare a unire questi dialoghi, in modo che si incrocino e danzino insieme. Come una preghiera.
Ora apriamo gli occhi e ascoltiamoci: come stiamo? Cosa stiamo dicendo a noi stessi? E dopo, cosa potremmo dire di questa esperienza a chi ci sta accanto cercando di ascoltare cosa ha da dirci, tutto, anche le sue perplessità e le sue resistenze?
Potremmo poi, se vogliamo, senza fretta, provare a comunicare con il corpo e lasciare a lui il compito di esprimere ciò che vede l’anima, non dimenticandoci delle tre R.
Senza volerlo abbiamo fatto un piccolo viaggio a ritroso: parlando con Dio, con noi stessi e con gli altri, siamo tornati all’inizio di questa storia. Forse, perché tutto si compia è necessario iniziare ancora. Come un giro di valzer, come la vita, e ogni volta imparare a unire questi dialoghi, in modo che si incrocino e danzino insieme. Come una preghiera.