O come un’acqua di mare profonda e illuminata dal sole a mezzogiorno, con una luce che la rende intensamente blu, in una rada senza spiaggia e circondata da alte scogliere a picco. E in questo blu tuffarci e lasciarci galleggiare senza timore di perderci, restando quieti a osservare. Nuotare sott’acqua nel blu che diventa sempre più intenso finché, guardando in basso, arriva a farsi quasi nero. Fluttuare con movimenti armonici e grati che assecondano, come se ascoltassero, la densità avvolgente di questo colore celestiale. Già si stabilisce pian piano una relazione. Vorremmo comunicargli la nostra gratitudine, ma sentiamo resistenza: ci sembra folle parlare con questo blu. 
La mente si innervosisce quando non ci arriva con la logica. Allora le serve un pensiero illogico e creativo: lei ne è capace quando si collega al cuore, all’istinto, all’eros, per diventare poetica e sensuale. Come in un tango. A quel punto possiamo persino parlare a un colore e nello stesso tempo ascoltarlo. Come una preghiera.

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