Accompagnare sé stessi nella crisi non è un atto di passività, come potrebbe sembrare a prima vista. È, piuttosto, un atto di profondo coraggio. Richiede di sviluppare ciò che lo psicologo Daniel Siegel chiama "consapevolezza del testimone": quella capacità di osservare i nostri stati interni senza identificarci completamente con essi. "Sento il vuoto" è molto diverso da "Sono il vuoto". Nel primo caso, c'è un osservatore che può sostenere l'esperienza senza esserne inghiottito.
Nel secondo, non c'è distanza, non c'è prospettiva, solo un'immersione totale. La ricerca sulla mindfulness e sulla neuroplasticità ci mostra che questa capacità può essere coltivata, che possiamo letteralmente modificare i circuiti neuronali associati alla regolazione emotiva attraverso pratiche di attenzione sostenuta. Ma non si tratta di un'ulteriore tecnica per "sistemarsi", bensì di un cambiamento fondamentale nella nostra relazione con l'esperienza.
Adriana cominciò con una pratica semplice: ogni mattina, prima di lanciarsi nelle attività della giornata, si sedeva dieci minuti in silenzio. Non per meditare nel senso tradizionale, non per raggiungere uno stato speciale di pace, ma semplicemente per osservare cosa fosse presente. A volte era ansia, a volte tristezza, a volte quel vuoto innominabile. Non cercava di cambiarlo. Lo registrava e basta, come un meteorologo che prende nota delle condizioni atmosferiche senza pretendere di modificare il tempo. I primi giorni furono tortuosi. «È come stare in una stanza con qualcuno che detesto», mi disse. Ma, poco a poco, qualcosa cominciò a cambiare. Il vuoto era ancora lì, ma la sua consistenza si era modificata. Non era più un nemico da sconfiggere, ma un territorio da esplorare. E in quell'esplorazione, Adriana cominciò a scoprire cose che aveva evitato per anni: una tristezza antica per sogni non realizzati, un risentimento verso un matrimonio diventato routine senza intimità, un anelito per qualcosa che non sapeva nemmeno nominare.
 

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?


Ricevi gratuitamente ogni nuovo numero de Lo Sguardo Interiore direttamente nella tua email.

 

ISCRIVITI GRATIS