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Alice tace a lungo. Poi: «Quando mi sono ammalata, paura di morire a parte, mi sono - contro ogni mia aspettativa - sentita quasi sollevata… Ricordo quella frase di Dostoevskij “…a volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza”».[6]
Attendo e lei riprende: «Per me era diventato più tollerabile stare male, essere malata anche fisicamente, che sentirmi colpevole». Taccio. Non voglio chiederle niente di più a proposito della sua presunta colpevolezza. Si appisola e io sprofondo nei miei pensieri.
Torna ancora un vago ricordo di Dostoevskij: sbircio sul cellulare e lo trovo. “Io, quella vecchiaccia maledetta, l'ammazzerei e la svaligerei, e senza nessuno scrupolo di coscienza, te l'assicuro […]. Se l'ammazzassimo e ci prendessimo i suoi soldi, per dedicarci poi con questi mezzi al servizio di tutta l'umanità e della causa comune, non credi che un solo piccolo delitto sarebbe cancellato da migliaia di opere buone?”.
Ecco di nuovo la vecchia litania di un male necessario per ottenere un bene. Ma bisogna uscire da questo meccanismo di pensiero così ristretto dove la colpa viene riscattata da un supposto bene superiore. Krishnamurti[7] direbbe che siamo rimasti schiavi del pensiero che ci hanno inculcato fin da bambini: un pensiero che divide, paragona, un pensiero che altri ci hanno passato e noi a nostra volta trasmettiamo a chi ci ascolta.
Ecco di nuovo la vecchia litania di un male necessario per ottenere un bene. Ma bisogna uscire da questo meccanismo di pensiero così ristretto dove la colpa viene riscattata da un supposto bene superiore. Krishnamurti[7] direbbe che siamo rimasti schiavi del pensiero che ci hanno inculcato fin da bambini: un pensiero che divide, paragona, un pensiero che altri ci hanno passato e noi a nostra volta trasmettiamo a chi ci ascolta.
Ma quanto tutto ciò è radicato in noi, mi dico? Gesù, che per la gnosi è l’unico Grande Intermediario,[8]vuole spazzare via tutto questo modo di pensare. «Pose termine ai castighi e ai supplizi, giacché erano questi che distoglievano dal suo volto». Quante volte ci sentiamo di soffrire per colpe grandi, ma anche piccole, inconsce, forse al punto di desiderare un castigo per espiarle? E il messaggio di Gesù allora? «Pose termine ai castighi e ai supplizi…».
[6] Dostoevskij F. Delitto e castigo.
[7] Krishnamurti J. What are you looking for?
[8] Il Vangelo di Verità, ne I Vangeli Gnostici, Moraldi L. – Ed. Adelphi, MI 1984.