La nostra non intende essere una "giustificazione" degli atti terribili compiuti da questi assassini. Piuttosto, vuole essere un invito affinché noi, che ci interessiamo di spiritualità, possiamo davvero ricordarci che dietro ogni atto malvagio, non c'è un fauno con occhi infuocati, piedi a forma di zoccoli di capra e una coda da diavolo infernale, ma un bambino abusato che attende ancora di essere ascoltato, difeso, confortato e nutrito.
In conclusione, riportiamo i risultati del lavoro terapeutico di Steele e Pollock realizzati con bambini maltrattati dai genitori, che forse può farci comprendere ancora meglio come funziona la nostra "macchina umana". Vorremmo dedicare queste parole a tutti i bambini abusati che vivono dentro di noi, affinché si generi nei nostri cuori un'Identità Nuova, un Santo Osservatore, un Nuovo Io di Lavoro che comprenda davvero le radici profonde della nostra ombra:
«Molti di questi bambini erano del tutto incapaci di rilassarsi e rallegrarsi. (...) La maggior parte di questi piccoli vedevano sé stessi da una prospettiva estremamente negativa, definendosi come bambini "stupidi", "a cui nessuno vuole bene" o "cattivi". (...) Erano bambini quasi incapaci di manifestare la rabbia e l'aggressione verso gli adulti. Invece, le loro storie e i loro giochi erano pieni di aggressione e brutalità. Bambole e personaggi fittizi venivano costantemente distrutti, torturati e assassinati. Molti bambini ripetevano coattivamente, nel gioco, gli abusi che avevano ricevuto. Un bambino, che da neonato aveva sofferto per tre volte la frattura del cranio, raccontava continuamente storie di personaggi e animali feriti alla testa. Un altro bambino, la cui madre aveva cercato di soffocarlo quando era solo un neonato, iniziò la sua terapia ludica affogando una bambola nella vasca e facendo in modo che la polizia mettesse in carcere sua madre» (G. Zenz, 1979, pagg. 291 e seguenti).