Se, da una parte, la Bibbia ci dà poche informazioni sui motivi veri che spinsero la Bellezza (Lucifero) a trasformarsi nella Malvagità (Satana), ci dà invece moltissime informazioni su quello che sarà il destino finale di questa entità oscura e demoniaca: «(...) Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il diavolo e Satana, e lo legò per 1000 anni, lo gettò nell'abisso che chiuse e su cui mise un sigillo in modo che non seducesse più le nazioni. (...) E quando i 1.000 anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione. (...) Ma dal cielo discese del fuoco e lo divorò. E il diavolo (...) fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli» (Ap. 20:2,7,10).
Il focalizzare l'attenzione più sulle conseguenze che sulle origini del male non si verifica solo nelle Sacre Scritture: anche noi spesso non ragioniamo sull'origine inconsapevole delle nostre emozioni e dei nostri comportamenti. Siamo molto bravi a investigare la realtà che ci circonda, del tutto proiettati - con quella scientificità che si pone domande sulle cause delle cause - verso il mondo esterno, dall'infinitamente piccolo della fisica quantistica al sommamente grande della relatività generale. Non accade lo stesso, però, quando le materie di osservazione sono gli sbagli, gli errori o gli atti "riprovevoli". In questo caso ci fermiamo solo a un giudizio netto. Forse anche qui si manifesta quel meccanismo della mente che, pur di difendersi dall'auto-osservazione dei propri processi emotivi, acutizza fino all'estremo la curiosità e l’attenzione verso il mondo “di fuori”.
Però, noi che facciamo parte di una Scuola Spirituale, in questo ci differenziamo dagli altri: sappiamo che l'anima è il luogo nel quale si gettano le basi del nostro comportamento verso il prossimo. Sappiamo che le combinazioni neurali delle emozioni e delle elaborazioni cognitive non sono solo il frutto di un processo intrapsichico. Il nostro cervello è costruito socialmente, cioè gli stimoli esterni hanno un riverbero sull'anima: il mondo fuori è in realtà dentro di noi, e quella separazione che una volta interpretavamo come assoluta tra il mondo interiore (i nostri desideri, le nostre fragilità, i nostri bisogni) e l'ambiente circostante (luoghi, persone e situazioni) è in realtà, per la nostra mente, solo apparente.