Ci stiamo avvicinando alla comprensione che la nostra interpretazione del mondo, il modo in cui percepiamo ciò che definiamo "fatti", è "infiltrata" dall'umidità delle nostre emozioni irrisolte e sconosciute che ci spingono, senza alcuna presa di coscienza, verso comportamenti che hanno radici antichissime, della stessa età dei nostri primi ricordi. 

Ed è per questo che il male che facciamo all'altro non ha mai un risvolto solo "esteriore". È il male che facciamo anche dentro di noi che si propaga all'esterno, si materializza come conseguenza di un male che ci abita dentro. E allora, se non solo ci soffermiamo a condannare (giustamente) il massacro perpetrato dal giovane Magnotta (ricordando soprattutto il suo fidanzato cinese e il dolore dei suoi familiari), ma iniziamo anche a studiare l'essere umano e a comprenderne i meccanismi, allora forse le nostre interpretazioni potrebbero acquisire una profondità nuova. 

Se semplicemente guardiamo gli atti aberranti di un serial killer, soffermandoci sul modo brutale in cui elimina le proprie vittime, non possiamo che sentire disgusto. Però, se usiamo lo stesso atteggiamento scientifico che ci spinge ad analizzare le cause degli eventi che ci sono intorno, allora inizieremo a chiederci quei "perché?" che ci spingeranno a studiare la storia individuale di quell'essere umano. Se non possiamo dire ancora molto sul Magnotta, perché i dati a nostra disposizione sono limitati, possiamo invece dire qualcosa in più sul simbolo del male per eccellenza: Adolf Hitler. L'attenzione pubblica è storicamente molto interessata ai fatti che hanno caratterizzato il nazismo; ma noi, come ricercatori spirituali, dobbiamo avere confidenza con le cose dell'anima (in greco psiché); non possiamo solo soffermarci ai risultati esteriori di un comportamento. E se studiamo, quindi, la biografia del piccolo Adolf (eh sì, perché anche Hitler fu un bambino piccolo e fragile), potremo forse arrivare a comprendere in quale luogo si generò tutto quell'odio che da adulto si riversò sul mondo. 

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?


Ricevi gratuitamente ogni nuovo numero de Lo Sguardo Interiore direttamente nella tua email.

 

ISCRIVITI GRATIS