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Non è opera umana, non è solo frutto di un ragionamento o di un calcolo, ma dell’intervento di un elemento superiore che scardina le porte del cuore, i cui occhi iniziano a vedere una realtà più ampia. Non è qualcosa che si decide o che si vuole: è qualcosa che succede.
Come un artista diventi vuoto per ricevere ispirazione, ti metti da parte e ti lasci andare per farti testimone del compimento dell’opera. Crei, generi l’inaspettato, e perché ciò avvenga puoi solo lasciarti andare. Un po’ come partorire, un po’ come morire. Forse anche qui potrebbe celarsi il mistero del parto di una vergine e, perché no, della resurrezione da una morte.
Adesso mi chiederai: «E come succede? Quando succede?». Bene, allora se vuoi, facciamo un gioco di immagini, giochiamo a sognare. Chiudi gli occhi e visualizzati mentre cammini lungo la spiaggia di un bellissimo mare: ti cade lo sguardo su un’ostrica, che raccogli. È semichiusa, la apri e al suo interno riluce una perla iridescente che prendi e tieni in mano, ammirandone la bellezza. Ora però, la vuoi mettere in un sacchetto, e con questo piccolo tesoro intendi raggiungere quella grotta laggiù, oltre la baia, dove potrai nasconderlo e farlo tutto tuo, solo per te. Entri nell’acqua e cammini tra sabbia e scogli a pelo d’acqua. Mentre avanzi più in profondità, perdi l’equilibrio e il sacchetto prezioso vola verso uno scoglio più alto. Lo raggiungi e ti aggrappi facendo molta fatica, con i muscoli tesi e il respiro affannato.
Come un artista diventi vuoto per ricevere ispirazione, ti metti da parte e ti lasci andare per farti testimone del compimento dell’opera. Crei, generi l’inaspettato, e perché ciò avvenga puoi solo lasciarti andare. Un po’ come partorire, un po’ come morire. Forse anche qui potrebbe celarsi il mistero del parto di una vergine e, perché no, della resurrezione da una morte.
Adesso mi chiederai: «E come succede? Quando succede?». Bene, allora se vuoi, facciamo un gioco di immagini, giochiamo a sognare. Chiudi gli occhi e visualizzati mentre cammini lungo la spiaggia di un bellissimo mare: ti cade lo sguardo su un’ostrica, che raccogli. È semichiusa, la apri e al suo interno riluce una perla iridescente che prendi e tieni in mano, ammirandone la bellezza. Ora però, la vuoi mettere in un sacchetto, e con questo piccolo tesoro intendi raggiungere quella grotta laggiù, oltre la baia, dove potrai nasconderlo e farlo tutto tuo, solo per te. Entri nell’acqua e cammini tra sabbia e scogli a pelo d’acqua. Mentre avanzi più in profondità, perdi l’equilibrio e il sacchetto prezioso vola verso uno scoglio più alto. Lo raggiungi e ti aggrappi facendo molta fatica, con i muscoli tesi e il respiro affannato.