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Ci immergiamo così tanto nel gioco della vita da dimenticarci che tutto, prima o poi, svanirà. Il gioco smette di essere tale, e tutto quanto ci circonda e i nostri ruoli diventano catalizzatori totali. Dimentichiamo che, prima tutto: Io Sono.
Se mi rivolgo direttamente a te caro lettore, cara lettrice, non è per importunarti, ma perché in te voglio specchiarmi, perché a me sto rivolgendo le seguenti riflessioni. Quindi abbi pazienza, è così che cercherò di esporle e spero mi perdonerai.
«Lascia perdere, non ne vale la pena!». Quante volte ti hanno, o ti sei rivolto, questa esortazione?
Innumerevoli: tutte quelle in cui ti dibatti nello spasmo di un attaccamento; quando ti identifichi in una situazione, in un’opinione, in un giudizio; quando un’emozione ti cavalca piantandoti i suoi speroni nei fianchi e ti fa correre pancia a terra ostinandoti a mascelle serrate, col fiato corto e il cuore in gola. Finché per un guizzo di orgoglio, o per sfinimento, ascolti con rassegnazione il consiglio e accetti di buon grado la rinuncia: lasci perdere e ti concentri su qualcos’altro.