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Non temere. Non è per sprofondarti negli abissi della disperazione, che mi sono mosso a parlati. Ma per suggerirti che solo in te giace la saggezza che può renderti finalmente Re nel tuo Regno. Io sono il destriero che ti condurrà al castello. Sono il messaggero di quell’impercettibile carezza che dal profondo Infinito sfiora il cuore al che ogni cosa risulta salvata.
Ciò che posso io puoi tu, ma non ogni cosa che è in tuo potere è nel mio.
Adesso chiudiamo gli occhi e stai in me, abitami: sentimi come se io ti contenessi al pari di una coppa il vino. Permani in me oltre il pensiero, al di là delle emozioni, avendo cura del filo d’oro che ci unisce. Senti come tu sia in me ma ben Altro da me. Sii consapevole di te nell’infinitesimo silenzio che separa un respiro dall’altro. Assapora quella quiete. E quando vivi, mentre lavori, parli, fuggi e soffri, e ti accorgi a un tratto di aver smarrito il contatto con la linfa di vita che mi pervade, non disperare e ricomincia… Richiamane il gusto. Perché ogni momento è propizio per un nuovo inizio. Incarnami.
Ciò che è in me ti rappresenta, ma quel che sostanzia te non mi appartiene.
Ciò che posso io puoi tu, ma non ogni cosa che è in tuo potere è nel mio.
Adesso chiudiamo gli occhi e stai in me, abitami: sentimi come se io ti contenessi al pari di una coppa il vino. Permani in me oltre il pensiero, al di là delle emozioni, avendo cura del filo d’oro che ci unisce. Senti come tu sia in me ma ben Altro da me. Sii consapevole di te nell’infinitesimo silenzio che separa un respiro dall’altro. Assapora quella quiete. E quando vivi, mentre lavori, parli, fuggi e soffri, e ti accorgi a un tratto di aver smarrito il contatto con la linfa di vita che mi pervade, non disperare e ricomincia… Richiamane il gusto. Perché ogni momento è propizio per un nuovo inizio. Incarnami.
Ciò che è in me ti rappresenta, ma quel che sostanzia te non mi appartiene.