Chi pensi di vedere quando ti guardi allo specchio? Sono io, non tu che osservi svagato attraverso lo sguardo che si cela dietro i miei occhi. Apprezza ogni mia ruga, tratto e cicatrice, sono una tua conquista. Ho deciso di venire allo scoperto perché desidero fugare ogni equivoco. Ascolta con attenzione, allora. E per farlo non ti serviranno le orecchie che ho ai lati del capo, scendi fino nel centro del petto, perché è qui che risiede l'organo della vera comprensione. 
Ciò che sento io ascolti tu, ma quel che puoi udire tu non sempre è da me inteso.

Io sono la tua casa, una casa che spesso abiti distrattamente. Sono la dimora temporanea di ciò che sempre sei stato e sarai: lo scrigno della tua anima, il tempio in cui lo Spirito prende forma. Attraverso di me ti sono dati doni di cui non fai tesoro. Io sono il trono dei sensi: manovali del risveglio, costruttori di ponti tra i mondi e portatori di una saggezza che tu stesso stenti a riconoscermi. Non fidarti di chi li maledice. 
Ciò che ho io è tuo, ma ciò che possiedi tu solo in parte mi appartiene. 

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