Il potere del Demiurgo era troppo grande, la sua presenza troppo radicata nel cuore degli uomini. L’unica alternativa che gli rimaneva era quella di “sussurrare” l’insegnamento esoterico, occultandolo all’interno della sua predicazione. Doveva agire in segreto e con accortezza, per evitare che l’ira del dio geloso potesse far cadere, per l’ennesima volta, un diluvio di odio sui cristiani più spirituali e meno belligeranti. 
Allora decise di fare come Gesù: parlare in parabole e simboli, spiegando solo ad alcuni il vero significato di quegli insegnamenti. La sua attività doveva essere duplice: con la maggior parte dei fedeli, il cui livello di erudizione era piuttosto basso e l’analfabetismo era la norma, doveva parlare del vangelo dell’Amore di Dio, mentre con gli altri poteva parlare della Gnosi. Preso da queste riflessioni, così scrisse nel suo diario segreto: «Esistono tre tipi di uomini. Gli ilici, il cui centro di gravità ruota intorno alle cose materiali, che giammai saranno attratti dalle cose dello spirito. Pur essendo, in taluni casi, abili di mente e di calcolo, usano tali capacità con l’esclusivo obiettivo di un proprio arricchimento volgare e grossolano. Poi ci sono gli psichici, uomini e donne sensibili all’arte e alle cose ecclesiali. La maggior parte dei religiosi sono degli psichici, ancora però incapaci di essere liberi dal giogo del Demiurgo. In ultimo ci siamo noi, gli spirituali o pneumatici che vediamo le cose per quelle che sono e riusciamo a non cedere alle follie del dio di questo mondo. Il compito supremo dei cristiani spirituali è quello di aiutare gli psichici ad accedere alla dimensione dello Spirito.

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