Anni dopo, quando già i suoi capelli diventavano d’argento, queste furono le parole che lo Spirito gli dettò durante la redazione del Vangelo di Filippo: «Prima della venuta del Cristo, non c'era pane nel mondo, così come nel paradiso, il luogo dov'era Adamo. C'erano molti alberi per il nutrimento degli animali, ma non c'era frumento per il nutrimento dell'uomo. L'uomo si nutriva come gli animali. Ma quando venne Cristo, l'Uomo perfetto, portò il pane dal cielo affinché l'uomo potesse nutrirsi con un cibo da uomo. (…) Alcuni affermano che il Signore prima morì e poi resuscitò. Costoro sono nell’errore, perché Lui prima resuscitò e poi morì».

Alessandria era la capitale della cultura in cui la filosofia greca, i culti misterici e le religioni tradizionali davano voce e corpo ad arditi scambi culturali e a confronti fra gli aderenti delle diverse scuole. Lo studio, la ricerca e lo scambio erano il pane che formò la mente di Valentino negli anni in cui respirò le vibrazioni di Teuda. Costui, alla fine del suo apprendistato, lo mandò a Roma e il Papa Telesforo lo accolse. Nulla a che vedere con la moderna inaccessibilità alla figura del pontefice. Qualsiasi credente poteva parlare con il Vescovo di Roma e veniva da lui ricevuto nella propria casa, ma sempre nel più grande riserbo. In quegli anni i cristiani venivano considerati dei terroristi e il loro culto era oggetto di persecuzione.

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