Per esempio, tra qualche anno, imitando i grandi, inizieranno a frequentare qualche social network dove potranno esibire opinioni, gusti e imprese di ogni tipo - fosse anche il piatto appena cucinato - in attesa di una reazione qualsiasi, meglio se like. Qui la tecnologia aiuta: senza scomodarsi troppo, qualcuno li dovrà pur guardare e non occorrerà nemmeno più urlare per richiamare interesse. 
Sembra una critica, ma non vuole esserlo: stiamo solo notando come sia importante esprimersi e condividere; comunicare e sentirsi protagonisti anche solo per un attimo nel teatro dell’esistenza, dove si svolge costantemente un dialogo tra attori e spettatori. Dove ognuno vorrebbe mostrare il meglio di sé e tante volte ci riesce, potendo persino rappresentare un modello da seguire come esempio di stile sperabilmente pacifico e rispettoso. 
Quanto la relazione sia fondamentale nella nostra vita e come senza di essa persino la materia non si possa realizzare, lo dimostra la fisica quantistica, affermando che il mondo materiale non sia fatto di oggetti e particelle, bensì di relazioni e interazioni tra questi. E, parlando di fenomeni, aggiunge che possano verificarsi proprio e solo perché osservati. Dunque, i nostri piccoli nuotatori, come tutti, fanno il loro tenero e doveroso lavoro. 
È probabile che Martina, Simone e Riccardo, uscendo dalla piscina e dall’infanzia crescano portando con sé, oltre i bambini che sono stati, anche gli sguardi che hanno ricevuto e li facciano propri. Soprattutto quelli in risposta al loro iniziale e imprescindibile desiderio di creatività, di gioco e piacere. 
Restiamo dunque ancora un po’ a pelo d’acqua per continuare a osservare cosa sta succedendo: i bambini non smettono di tuffarsi, di giocare esibendosi allegri e senza inibizioni, continuando con quel “guardami!”. 

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