Può la sofferenza essere uno strumento di cambiamento? Come possiamo stare accanto alle nostre emozioni più nere, senza rimanerne contagiati al punto da perdere la speranza? Forse è possibile mantenere in noi un luogo calmo dove riposare, mentre la tempesta ci travolge.
Mentre scrivevamo sul dolore, ci siamo resi conto di quanto parlarne possa creare disagio e indurci a sfuggire il problema. Ma riuscire a guardarlo più da vicino può risultare invece molto utile. Attenzione però, questo non è un elogio del dolore, anzi, non bisogna invocarlo o provocarlo, ma solo riconoscerlo per dargli la giusta collocazione nella nostra esistenza. Ci piacerebbe riuscire a spiegare le sensazioni che si possono provare nella sofferenza. Come poter esprimere la sensazione di soffocare? Come raccontare l’impossibilità a sopportare il dolore? Possiamo però, insieme, avvicinarci e stare con il dolore di chi ci sta accanto, anche attraverso alcune storie.
La storia di Sonia - Sonia è una donna allegra e sensibile, è stata lasciata dal suo compagno e mai avrebbe immaginato di stare così male; in alcuni momenti le sembra di non riuscire più a respirare: cammina, ma non sente la terra sotto ai piedi; va a lavorare, ma riesce a pensare solo al suo dolore. A volte prova come una lacerante fitta sul lato sinistro, proprio all’altezza del cuore. Non può più riposare, e ha perso ogni interesse per il cibo. La sua storia con Marco durava da più di cinque anni. Lei adesso non sente nient’altro che il suo dolore, e questa sensazione la riporta indietro nel tempo, quando a cinque anni suo padre andò via di casa per rifarsi una vita. Eccolo il dolore, e quando arriva lo senti. Esistono sofferenze nell’anima che ci colgono all’improvviso: quando provi un sentimento forte per una persona e questa se ne va, non hai scelta, puoi solo stare con quanto sta accadendo.
La storia di Luca – Luca, dopo aver litigato violentemente con la madre, prova un tremendo senso di colpa. Si accorge che al suo interno vivono due Luca, uno servizievole e devoto alla sua mamma, e un altro che invece sente un grande senso di rabbia verso di lei. Questo lo fa cadere in una sensazione di profondo dolore, e in una grave crisi. Si sente fragile, ma non riesce a chiedere aiuto, perché si vergogna di mostrarsi vulnerabile, convinto com’è che nessuno possa aiutarlo. In questo modo non riesce a trovare sollievo al suo stato e non può crearsi una vita propria, distinta da quella della madre.