Tace e dimentica la campanella che lo invita all’austero desco dei monaci e quella che suona il ritiro nelle celle per il breve riposo notturno. Fra Riccardo però, lo guida nelle cose pratiche, convinto di aver trovato qualcosa di importante: la notte si sveglia pensando a quel misterioso scritto. Non capisce perché ne sia così tanto attratto e aspetta pazientemente il responso dell’anziano confratello. Fra Seba sembra intanto perso tra ciò che sta faticosamente studiando. Anche il suo sonno è continuamente turbato da immagini e visioni che gli fanno tornare in mente i grandi profeti del passato, che vedevano ciò che altri non erano in grado di osservare. Possibile che anche lui goda di una vista intuitiva?
«No, impossibile», pensa girandosi e rigirandosi nella sua brandina: la sua anima è scevra di orgoglio, solo vorrebbe intuire il mistero dietro il personaggio di Sophia.
Poi, dopo tanti giorni trascorsi in silenzio, finalmente spiega: «Credo si tratti di un antico mito che parla di una certa Sophia… Ne capisco solo alcune parole… Quanto mi basta per capire che è un’anima che cerca la Luce Perfetta, ma per qualche ragione, ancora a me sconosciuta, cade rovinosamente in basso».
IL MISTERO DI PISTIS SOPHIA
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- Scritto da PAOLA DE VERA D'ARAGONA
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