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Un monastero antico
È un giorno qualsiasi di tanti secoli fa: la sala è grande, tutta rivestita in legno con scaffalature ripiene di pergamene e fogli. È illuminata da alti candelabri in ottone che emanano una luce fioca. È giorno, ma dalle strette finestre a bifora penetra poca luminosità. Tra scaffalature e tavoli si aggirano due figure ricurve, due monaci studiosi di testi antichi. Tra le mani del più giovane vi è un incartamento polveroso e misterioso in pergamena e cuoio. O così sembra ai suoi polpastrelli di studioso. Il tutto, guarda e riguarda, scritto in una strana lingua a lui sconosciuta.
Il monaco, perplesso, si avvicina al confratello Fra Sebastiano, il più colto del monastero, l’unico del convento ad aver studiato, in un lontano passato, alcune lingue antiche.
«Fra Seba, capisci cosa vuol dire questa scrittura?». L’anziano frate, con le mani tremanti, prende la pergamena e la studia attentamente.
«Ne capisco qualcosa, forse è l’antica lingua copta, ma so poco Fra Riccardo… La guarderò però in questi giorni. C’è qualcosa che mi intriga, parole qua e là che vagamente ricordo e che credo abbiano origine dal greco, lingua che ho studiato in gioventù.
La parola caduta che ricorre… ma come legare insieme tutto ciò? Sembra una specie di estratto di testo molto più ampio, non so.»
Per giorni e giorni il vecchio monaco studia e legge, si appunta in latino alcune note.
Il monaco, perplesso, si avvicina al confratello Fra Sebastiano, il più colto del monastero, l’unico del convento ad aver studiato, in un lontano passato, alcune lingue antiche.
«Fra Seba, capisci cosa vuol dire questa scrittura?». L’anziano frate, con le mani tremanti, prende la pergamena e la studia attentamente.
«Ne capisco qualcosa, forse è l’antica lingua copta, ma so poco Fra Riccardo… La guarderò però in questi giorni. C’è qualcosa che mi intriga, parole qua e là che vagamente ricordo e che credo abbiano origine dal greco, lingua che ho studiato in gioventù.
La parola caduta che ricorre… ma come legare insieme tutto ciò? Sembra una specie di estratto di testo molto più ampio, non so.»
Per giorni e giorni il vecchio monaco studia e legge, si appunta in latino alcune note.