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Vorrebbe però dire arricchirsi di un’umiltà sovversiva che rimetta al suo posto un governante democratico e disinteressato, in grado di lavorare per il bene comune e per la pace dentro di noi.
L’affrontare con serenità ed equilibrio anche le situazioni più scomode, sarebbe effettivamente una grande beatitudine.
Questo risultato, anche se si ottiene, non è mai definitivo: il nostro giovane ricco dovrà ogni volta sottostare alla condizione richiesta, spesso faticherà nel rinunciare alla propria opulenza e lascerà perdere. Ricordiamoci di lui e del Maestro, chiediamoci dove sia il tesoro su cui appoggiare il nostro cuore e forse qualcosa potrebbe accadere anche indipendentemente dalla nostra volontà, avvolgendoci come una Grazia.