Soltanto ora possiamo seguire il nostro Maestro interiore, il solo che ci possa guidare verso una vita davvero ricca e reale, rinascendo da una morte ignorante e illusoria, legata all’umore del momento. 
Questa sarebbe la buona notizia, ma il giovane che c’è in ognuno di noi, fatica a lasciare le sue identificazioni, poiché ne ha molte e molto forti, e così rinuncia. Lo fa tristemente: pur a malincuore non riesce a scegliere il bene e la pace talmente soverchiati dalla paura di perdere qualcosa, fosse solo “la faccia”. Oppure, sceglie deliberatamente i suoi beni, perché gli conviene e se ne va, accontentandosi di una falsa libertà che comunque non lo renderà felice.
Ha accanto un contabile che tiene il libro mastro dove annota quanto gli è dovuto, che a volte riscuote con interessi salati. Tutto ruota intorno alla sua lista tra dare e soprattutto avere. Si chiama Considerazione interna e ritiene valido solo ciò che torna utile al giovane padrone, poiché esiste solo lui e, in tal senso, i conti devono sempre tornare a suo favore. 
Stretti nella morsa tra identificazione e considerazione interna, attaccati a queste idee di noi, pare difficile un’apertura alla possibilità di contemplare una prospettiva diversa.
Torniamo ancora al nostro caso personale e proviamo a immaginare proprio quel Gesù che parlava alla sua gente: cosa avrebbe fatto in questa precisa situazione? Prendiamoci il tempo per riuscire a visualizzare qualcosa.
Immaginiamo che lui rappresenti proprio quella parte di noi che possiamo contattare solo nel momento in cui lasciamo andare i nostri abbondanti risentimenti. Questi sono la zavorra che ci tiene giù a razzolare nelle nostre miserie e ci impedisce di volare verso l’aria più salutare e libera della nostra nobiltà originaria. Proviamo per un momento a chiamare accanto a noi questa presenza capace di tranquillizzarci e istruirci. 
Come ci consiglierebbe di comportarci in questa situazione? Cosa ci direbbe? Proviamo a sentirlo con le orecchie del cuore. Forse riusciamo a fare in modo che ora sia qui il nostro tesoro. Prendiamoci tutto il tempo che serve. 
 

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