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Il processo di rigenerazione richiede un lavoro paziente e costante. Gichtel parla di un "fuoco temperato" che non deve essere né troppo intenso né troppo debole. Questo fuoco è la nostra attenzione consapevole, che deve essere mantenuta stabile e continua, senza l'avidità di risultati immediati. È un processo che ricorda la "preghiera del cuore" della tradizione esicasta, dove l'attenzione deve essere mantenuta simultaneamente sul cuore e sul centro addominale.
Riportiamo di seguito alcuni estratti molto evocativi della Teosophia Practica.
Tutto consiste nel convertire la nostra anima, dirigere la nostra brama interiormente, desiderare Dio senza cessare finché la cara Sophia con lo spirito Santo incontri il desiderio della nostra anima e gradualmente lo conduca. L'operazione è nel cuore, le preghiere lo spingono con forza fuori dall'abisso infernale colpendo con violenza la porta del cielo. Il desiderio magico o magnetico della volontà animica è il creatore e il generatore di ciò che l'anima ha concepito nella sua immaginazione, ossia la nobile e dolce luce di Dio. L'anima immagina questa luce con brama, la tira a sé e la rende presente, producendo nel cuore una bella e chiara luce. È lo Spirito Santo, che dà al fuoco dell'anima la dolce acqua di vita, per rinfrescarsi e fare dell'angoscia un giubilo. L'uomo così percepisce luminosamente il proprio corpo e vi prova una gioia interiore.
Attraverso questa pratica costante, secondo Gichtel, avviene gradualmente una trasformazione del corpo stesso. Non si tratta di ricevere una nuova anima, ma di sviluppare quello che lui chiama un "nuovo corpo", sottile come l'aria e radiante come il sole. Questo corpo di luce, che gli gnostici chiamavano "la veste di gloria", non sostituisce il corpo fisico ma lo permea e lo trasforma, rendendolo veicolo di una coscienza superiore.
Questo corpo è tratto dal verbo di Dio o dalla celeste Sophia e appare uscendo dal sacro fuoco interiore dell'Amore, che il desiderio e la fede rendono presente e concepibile. E tutto ciò è spirituale, più sottile dell'aria, simile ai raggi del sole che penetrano tutti i corpi.
Il culmine di questo processo è il "matrimonio mistico" tra l'anima e Sophia, la Sapienza divina. È un'unione che trasforma l'intero essere umano in un tempio vivente, dove i vari centri energetici diventano altari di un sacerdozio interiore secondo l'ordine di Melchisedek[3].
[3] Melchisedek è una figura misteriosa che appare nella Bibbia come re di Salem (l'antica Gerusalemme) e "sacerdote del Dio altissimo" (Genesi 14:18). A differenza dei sacerdoti leviti, che ereditavano il sacerdozio per discendenza, Melchisedek rappresenta un sacerdozio universale e spirituale. Nel cristianesimo esoterico, essere sacerdote "secondo l'ordine di Melchisedek" significa aver raggiunto uno stato di consacrazione spirituale diretta, non mediata da istituzioni terrene.