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Il simbolismo dei pianeti non è casuale. Ogni centro rappresenta una forza spirituale che può manifestarsi sia positivamente che negativamente. Saturno, al vertice, rappresenta la connessione con il divino ma anche il peso della materialità; Giove nella fronte simboleggia la saggezza ma anche l'orgoglio intellettuale; il Sole nel cuore è la sede della presenza divina in noi oscurata però dal serpente dell'ego.
Questo sistema trova paralleli sorprendenti non solo con i chakra indiani, ma anche con i centri energetici descritti nel taoismo e nel sufismo islamico. La disposizione dei pianeti ricorda inoltre l'Enneagramma di Gurdjieff dove sono disposti in una sequenza simile per rappresentare il processo di trasformazione spirituale. La peculiarità di Gichtel sta nell'aver integrato questa conoscenza all'interno di un framework cristiano, dove i centri sottili diventano tappe di un cammino di cristificazione interiore.
Secondo Gichtel, ogni essere umano inizia il suo cammino spirituale come "uomo nero", appesantito dalle influenze dei pianeti e dalle passioni terrene. Immaginiamo questa condizione come un cielo notturno dove le stelle (i nostri centri energetici) sono offuscate dalle nubi delle preoccupazioni mondane. Il processo di trasformazione mira a far emergere l'uomo di luce, dove questi stessi centri brillano della loro luminosità originaria.
Il cuore gioca un ruolo centrale in questa metamorfosi: nelle tavole di Gichtel, lo vediamo rappresentato come un sole attorno al quale si avvolge un serpente, immagine potente che simboleggia la nostra condizione attuale, dove la luce divina è imprigionata dalle spire dell'ego. Ma è proprio qui che deve avvenire la prima grande trasformazione: il cuore deve diventare il crogiolo alchemico dove la natura inferiore viene trasmutata in oro spirituale.
Ma c'è un altro centro fondamentale in questo processo, che Gichtel chiama il magico occhio delle meraviglie, situato nella regione del plesso solare. Questo centro misterioso è descritto come la porta tra il mondo interiore e quello esteriore, il punto dove "nascono il bene e il male, la luce e le tenebre". È interessante notare come questa descrizione riecheggi il concetto orientale del Tan Tien o Hara, il centro vitale dell'essere umano.