Poesia e prosa
 
Ciò che distingue la poesia da altre forme di letteratura (narrativa, saggistica, etc) è che utilizza le tre succitate modalità conoscitive in contemporanea. Ci sono casi in cui, per mezzo di una parola sola, una sola rima, il poeta riesce a trovare sé stesso dove nessun altro è stato prima di lui, oltre forse, quanto egli stesso avrebbe desiderato. E portare con sé il suo ascoltatore o lettore. Ma, mi si obietterà nuovamente, cosa ha a che fare questo con la nostra rivista?
Non corriamo subito con il pensiero, non facciamo della razionalità pura una dea assoluta. Nessuno vuole screditarla né osannarla fuori misura, ma la tradizione umanistica deve rimanere viva e noi restare vicini alle sue radici per poter davvero salpare verso la nostra Itaca. La poesia può, oggi, sembrarci passata di moda e la Prosa effettivamente la fa da padrona: basta guardare gli scaffali delle nostre librerie. Ma in tempi inquieti i poeti sanno guardare oltre il confine del noto, sperimentando e facendo sperimentare ai propri lettori una sorta di accelerazione della coscienza. 
Non sarà allora la paura o il senso del NULLA a sovrastarci, ma la capacità di provare stupore, dote sommamente poetica perché nel linguaggio della Poesia in cui ogni parola ha un peso, non c’è più nulla di ordinario e normale. Nessuna pietra sotto, nessuna nuvola sopra. Nessun giorno e nessuna notte che segua. Per questo i poeti avranno molto da fare, sempre…
Chi può resistere senza con-vibrare profondamente al solo udire o leggere il sommo verso di Leopardi dell’Infinito? «… e il naufragar m’è dolce in questo mare…».[3]
O i versi dell’ermetico Ungaretti: «… m’illumino d’immenso».[4]
O il suo sublime: «Si sta come d’autunno/sugli alberi le foglie».[5]
Oppure ancora, il canto del grande Jalal al-Din Rumi:
«Lasciateli dormire
quelli che non sentono questo Amore
trascinarli come un fiume,
quelli che non bevono l’alba
come una tazza di acqua sorgiva
o non fanno provvista di tramonto,
quelli che non vogliono cambiare
lasciateli dormire».[6] )
 
[3] Leopardi G., L’infinito, tratta dai Canti.
[4] Ungaretti G., Mattino.
[5] Ungaretti G., Soldati.
[6] Jalal al-Din Rumi, Lasciateli dormire.
 

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