Sorride, Irene, ripensando al suo assassino che la guarda dritto in faccia: «Vedimi!», sembra dirle. Arrivata a casa, scende dall'auto e guarda il suo giardino, le piante, gli alberi di ulivo, la casa.. «È solo un gioco di ruolo - pensa -. Adesso io sto qui e loro sono lì, ma poteva essere esattamente il contrario. In fondo siamo uguali». 
Suo marito apre la porta e le chiede: «Come è andata?». 
«Bene! - risponde Irene - non vedo l'ora di tornare dai miei amici». 
Ti è mai capitato di visitare un carcere o un altro luogo di sofferenza e isolamento?
Come reagisci di fronte a situazioni o persone che sono portatrici di uno stigma sociale? Ad es.: immigrati, barboni, tossicodipendenti ecc.? Hai indossato delle maschere sentendoti minacciato da qualcuno o da qualcosa?
Ti capita di essere posseduto da un'emozione che prende il sopravvento su di te ed esserne trascinato? Se sì, che cosa provi nei tuoi confronti?
Accetti che dentro di te ci siano parti di questo tipo?
Esistono delle voci nel nostro inconscio che  ci influenzano. "Io non valgo" è una di queste. Ne hai riconosciute di  altro tipo? E cosa provi per Salvatore? Coincide con le emozioni che provi per te?
Immagina di essere Irene e che le parole di Salvatore vengano dette a te. Quale sarebbe stata la tua reazione?
La pallina della tua vita, senti che è nelle tue mani? E se non lo è, cosa potresti fare?
Prova a rispondere alle domande che Irene si sta facendo.

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