Negli Atti di Giovanni si parla della cosiddetta Carola della Croce: Gesù, prossimo alla morte, dopo l’ultima cena, insegna ai suoi discepoli una danza accompagnata da un canto contenente delle istruzioni come questa: “Se sapeste come soffrire sareste capaci di non soffrire. Imparate a soffrire e sarete capaci di non soffrire”. Potremmo dire anche: se sapeste come morire sareste capaci di non morire. Imparate a morire, sarete capaci di non morire. E se questo fosse il senso reale della vita per noi esseri senzienti: imparare a morire?
Abbiamo un’esistenza a disposizione che ci propone continuamente occasioni per imparare, per crescere, per evolvere. Tante piccole morti che spesso non accettiamo, che combattiamo. Sono occasioni che molte volte sprechiamo, risucchiati in vortici di regressione e reattività, di conflitto e pigrizia, dormendo in piedi. Che peccato! Occasioni che invece potremmo utilizzare per svegliarci, per vedere e ammettere, per comprendere e agire, per rinascere cambiati e vivere davvero.
Affinché, quando arriverà davvero la fine del nostro viaggio in questa realtà terrena, sia possibile affrontarla nella presenza, al cospetto del mistero, sperimentando l’unica nostra vera certezza. Affinché a chi resta possa giungere l’eredità più bella e immortale: un sorriso riconoscente pieno d’amore.