«Lo sai?  – la fanciulla si toglie i calzini e anche i pantaloni della tuta viola, vuole sentire l’aria tiepida sulla pelle e mettere i piedi in ammollo – Certe volte non mi piaci affatto, mi sei proprio antipatica. Sono momenti terribili in cui penso che gli altri ti detestino e abbiano ragione, perché sei una brutta persona e maledico il giorno in cui sei nata, anzi, vorrei che morissi per non sentire tanto dolore. Succede raramente e sto male solo a ripensarci, ma è strano: proprio in quei momenti succede qualcosa e pian piano, da quel fondo che potrebbe essere di questo lago, riesco a ricordarmi di te, a darmi una spinta e risalire per incontrarti. Ora che sono più calma comprendo le cose che hai detto e sono disposta ad ammettere tutto, perché sento che non mi giudichi come io spesso faccio con te. Ho la strana sensazione di sentirmi accompagnata nella solitudine di questa riva, che è molto diversa da quella che provo quando talvolta mi sento sola anche in mezzo agli altri. Mi conforta averti di fronte e potermi accorgere che sei importante per me. Quello che dici mi accende il cuore di intimità e sì, mi pare di volerti proprio tanto bene. Mi rendo conto che passo molto tempo a resistere e ora capisco che cedere non significa perdere, ma donare. Credo che il nucleo bollente di tutta la questione sia vederti finalmente per come sei e smettere di raccontartela, di tradirti, di scappare. Insomma, mi piacerebbe essere onesta con te. Evviva la sincerità!».
«Ti ringrazio per l’entusiasmo, è bello, ma non drammatizziamo eh? A volte non sono così bella da vedere, quindi attenzione, niente forzature, nessuna pesantezza, altrimenti rischi di ricadere nel vittimismo, nell’autocommiserazione, o al contrario in quel buonismo che assolve tutto, in cui va tutto bene, e così ancora una volta mi perdi di vista. Basterebbe solo starmi vicina come adesso, con calma, respirando, guardandomi negli occhi. E ricordiamoci che questo non è dato una volta per sempre, va continuamente cercato». 
La fanciulla ora è nuda sulla riva, si alza in piedi, disfa la sua treccia con delicatezza e avanza lentamente nell’acqua vedendo la sua immagine allungarsi e camminarle accanto. 
La fanciulla con i lunghi capelli sciolti entra nel lago, nuota e si innamora.

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