Sull’acqua appare un lieve sorriso: «Aspetta, ora ci arrivo pian piano: come dicevo, questo lago ospita tutto quello che c’è, compresi il sole e la pioggia. Prova a immaginare che questo lago ci rappresenti, che sia anch’esso una parte di noi. Addirittura, può diventare un maestro se ci lasciamo ispirare. Insegna che il sole può fare bene e anche male, così pure la pioggia. E non è detto che con il bel tempo vada tutto meglio e con l’acquazzone tutto peggio. Tu credi di volermi bene solo per il fatto che mi accontenti, che soddisfi i miei bisogni, che mi giustifichi e nascondi quello che sento davvero. So che le tue bugie sono a fin di bene, che le dici per proteggermi, e non c’è niente di male nel darmi delle soddisfazioni. Ma se questo serve a negare quello che sono veramente; se basta solo a farmi essere quello che vorresti, o che gli altri si aspettano, per anestetizzarmi e farmi tacere, ecco, non credo sia il modo migliore per volermi bene. Però, senti, non ti sto accusando di non amarmi, ma mi piacerebbe che insieme trovassimo il modo di capire cosa significhi per davvero. Hai presente il coraggio? Adesso tu ne hai per stare qui seduta a guardarmi: invece che scappare o combattere, riesci a rimanere e come un’eroina che lancia il cuore oltre la barricata, malgrado la paura, ti offri. Lo considero un atto d’amore, questo sì, e ti ringrazio». 
La fanciulla con la treccia abbassa le spalle, si accorge che erano contratte, e sente che qualcosa si sta allargando nel respiro, quindi butta lì quasi una confessione: «Ammetto di avere la tendenza a non accettare che tu possa sbagliare, a giustificarti e dare la colpa agli altri credendo davvero di averne il diritto, direi il dovere, per salvaguardare rispetto e dignità».
Il volto nell’acqua si anima: «Scusa se ti interrompo, ma voglio farti una domanda: come puoi pretendere il rispetto dagli altri se tu per prima non rispetti me e le emozioni che così spesso neghi, che nemmeno vuoi sentire? Forse non mi credi degna di averle? O, peggio, mi reputi indegna perché le ho? Voglio essere onesta con te – e con chi se no – e chiarire bene questi aspetti, perché sono importanti, ma vengono spesso trascurati o sottovalutati, magari ritenuti scontati. Invece tu puoi trovare il modo per ricordartene, per accorgerti quando avvengono queste dinamiche e chiederti se davvero tu in quel momento vuoi il mio bene e mi stai rispettando, o se piuttosto non mi stia abbandonando, preferendo la prossimità del primo che passa. Ah, voglio mostrarti un altro aspetto che mi fa sentire poco amata da te ed è quando mi punisci o mi saboti manifestando una finta umiltà, oppure noncuranza, solo per dimostrare agli altri la tua superiorità. Ecco, lì precipito in un buco nero di tristezza e di rabbia». 

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