Nella sua autobiografia, Lou racconta un’esperienza dolorosa che visse da bambina e che segnò profondamente questo suo rapporto col divino. Un giorno le era accaduto di aver percepito, davanti allo specchio, una specie di sentimento di espropriazione. All'improvviso, davanti alla sua immagine, Lou racconta di essersi sentita esclusa da quel Cosmo che aveva al centro Dio e che fino a quel momento l'aveva fatta sentire accolta. Questa ferita sarà il motore interno che la spingerà a esplorare le profondità di se stessa.
Ma andiamo a vedere dove tutto iniziò e a quale ferita Lou si riferisce nella sua biografia[2]. Si legge che ancora bambina si era raffigurata Dio, nella sua immaginazione, come un nonno affettuosissimo che perdonava tutto, sempre pronto a prender le sue parti quando veniva sgridata. Il suo rapporto con Dio si rivelò una sorta di amicizia immaginaria in cui poteva raccontarGli ogni storia fantastica, poteva mentire o essere sincera, dato che Lui aveva la funzione di ascoltare ciò che già sapeva.
L’analisi che in tarda età fece con Freud le permise di comprendere cosa le accadde da bambina e perché si allontanò da Dio. Ricordò diversi eventi, ma soprattutto il fatto che quando era piccola confondeva la realtà con la fantasia. Agli eventi che le accadevano realmente, aggiungeva particolari o situazioni che emergevano dalla sua immaginazione, ma che poi lei viveva come fossero davvero accaduti. Rianalizzando questi eventi, Lou comprese come da piccola si rifugiasse in un mondo fantasioso e come i suoi racconti fossero destinati a quel Dio immaginario in cui si rifugiava. La fine della sua amicizia con Dio avvenne a causa di un episodio particolare. Una serva, che conosceva bene questo suo modo di ricamare la realtà, volle impressionarla con una storia. Ella badava alla casa di campagna dei Salomè e spesso si recava in città per portarvi le uova della tenuta. In un’occasione, riferì alla piccola Salomè che nella casa di campagna, negli ultimi giorni, era accaduto qualcosa di strano: due mendicanti, un uomo e una donna, avevano bussato alla porta per cercare rifugio dalla neve e dal freddo. La serva raccontò che vennero cacciati via, ma la cosa strana fu che il giorno dopo, al loro posto, erano rimaste solo le loro lacrime congelate e alcuni loro oggetti: un cappello e qualche bottone.
[2] Vickers G. (2014) Lou Von Salome: A Biography of the Woman who Inspired Freud, Nietzsche and Rilke. McFarland, Jefferson.