Una donna straordinaria, capace di liberarsi delle gabbie culturali e sociali per intraprendere la sua strada verso se stessa e parlare poi al cuore degli altri. E un incontro straordinario, quello con Nietzsche.

«Bisogna ricordare che il Narciso del mito non sta davanti a uno specchio artificiale, ma davanti a quello della natura: forse non scorge nell’acqua solo se stesso, ma anche se stesso, in quanto egli è insieme a tutto il resto; se così non fosse stato, egli non avrebbe forse indugiato a guardare, ma sarebbe fuggito. E difatti nel suo viso non leggiamo forse da sempre accanto all’estasi anche la melanconia? In che modo le due cose si fondano in una? Felicità e dolore, quello stato in cui si viene sottratti a se stessi e quell’altro in cui si viene respinti su se stessi, abbandono estatico e autoaffermazione – su questo solo il poeta saprebbe conferirgli espressione».[1] Queste sono le parole di Lou Von Salomè rapita nel momento in cui dichiara, nella sua autobiografia, in che modo lei si riconcilia con Dio. Come Narciso si riconosce nello specchio della natura, anche Lou ritrova Dio nella totalità dell’esistenza, quel Dio da cui si era allontanata da tempo. 
Lou Von Salomè (1861-1937) fu una filosofa, scrittrice e psicoanalista tedesca che crebbe a San Pietroburgo in Russia. Il palazzo dove abitavano i Salomé era la residenza ufficiale dello Stato Maggiore generale, proprio di fronte al Palazzo d’Inverno, in quanto suo padre Gustav Von Salomé era un generale russo. Lou fu l’ultima figlia dopo 5 maschi, arrivò quando ormai il padre era avanti con l’età ed ebbe con lui un rapporto molto affettuoso, stile nipote-nonno. La madre invece era una donna rigida, con una mentalità tipica dell’epoca, di conseguenza Lou crebbe in un ambiente affettivo prevalentemente di tipo maschile. A permetterle lo svincolo dal ruolo femminile tipico del suo secolo fu l’influenza di una zia nubile che le mostrò come una donna potesse realizzarsi fuori da un vincolo matrimoniale. 

[1] Andreas von Salomè L. (1977) La materia erotica. Scritti di psicanalisi, a cura di Jutta Prasse, Edizioni delle donne, Roma, p. 139.

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