A volte succede, però, di essere scoperti. Abbiamo tradito e siamo stati scoperti, oppure siamo stati traditi e lo abbiamo dapprima percepito e poi scoperto. 
La donna che piace a te può piacere anche a qualcun altro... e può succedere che questa donna faccia entrare te nel vagone di un treno e qualcun altro in un altro vagone. Tu non lo sai, sei un pezzo, una parte. Non tu, né la donna di cui ti credi innamorato, avete coscienza del treno in cui siete saliti e nemmeno di quanti passeggeri ci siano, né di come questi agiscano e interferiscano sull'andamento e la buona direzione dell'intero treno. Qualcosa alle volte va storto, come spesso accade nella vita, e i “respingenti”, come chiamava Gurdjieff i meccanismi di difesa, saltano, e gli io di un vagone entrano a conoscenza delle azioni compiute dagli io di un altro vagone. Quando l'altro ce lo fa notare, o quando noi stessi ci accorgiamo, in noi scoppia una guerra che può in alcuni casi diventare molto pericolosa. 
Quando ci mettono con le spalle al muro e ci viene fatta notare la nostra profonda e offensiva incoerenza, la luce e il buio presenti nel nostro cuore entrano irrimediabilmente in conflitto. Il dolore dell'altro, che noi stessi abbiamo generato, ci pervade e riempie il nostro cuore degli stessi ingredienti che abbiamo utilizzato per avvelenare lui. Tutto diventa a un tratto esplosivo. Che fare? Vediamo che siamo vittime e carnefici allo stesso tempo ed è difficile accettarlo. Comprendo che sotto l'influenza di questa paura malsana agire è pericoloso. Comprendo che anche non agire può essere pericoloso. La testa mi esplode perché chiedo alla mia mente la soluzione. Una soluzione che so non poter essere trovata in questo dualismo continuo.

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