Perché accade questo? Perché quando commettiamo un torto piccolo o grande, consapevoli o no, se veniamo scoperti continuiamo ad agire difendendoci o negando, oppure con altri meccanismi difensivi? Cosa vogliamo difendere?
Abbiamo la vista annebbiata, e a queste domande sicuramente non è facile rispondere. Quindi, se ora stai facendo fatica a leggere questo articolo, prova a fermarti un momento. Rileggi le ultime due domande. Non rispondere e rileggile ascoltandole in te, nella parte più profonda del tuo cuore che riesci a raggiungere. Sii dolce… Ora, se te la senti, procediamo ancora un po' con quest’altro esempio: immaginiamo che il nostro migliore amico ci abbia rubato del denaro. Lo abbiamo scoperto grazie a una telecamera di sorveglianza posta lì, sul luogo del crimine. Abbiamo deciso di rivedere il nastro un po' per sospetto e un po' per dimostrare a noi stessi che non può essere stato lui, perché non riusciamo a crederci! Eppure, anche se increduli, vediamo proprio tutta la scena: il nostro migliore amico compie quel gesto...
«Ho l’impressione che tu mi abbia rubato dei soldi, non so come dirtelo, forse mi sbaglio. Come sono andate le cose?». Che risposta daremmo se fossimo noi quei ladri ignari del fatto che la vittima, la persona a noi più cara, conosce davvero come sono andate le cose? Gli diremmo la verità o altre bugie? Quante volte ci siamo trovati in simili situazioni? Ogni menzogna che si attua nelle relazioni tra le persone ha a che fare con una specie di tradimento, che sia di natura sessuale o emozionale.
PERCHÉ A VOLTE SIAMO INCOERENTI?
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- Scritto da ANDREA CHIDICHIMO
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