Stupore e grandi emozioni si alternavano a reazioni e a grandi resistenze al cambiamento, ma ormai quello che avevano aperto era il Vaso di Pandora che non poteva più essere richiuso. Come nella storia di Barbablù, una volta che la stanza proibita era stata aperta e avevano potuto vedere la carneficina del predatore dentro e fuori di loro, non potevano più dimenticare. La chiave continuava a sanguinare e non c’era modo di fermare l’emorragia.
Non era previsto che, dopo aver percorso tanta parte di Via insieme, le loro strade prendessero direzioni diverse, ma questo accade quando si rinuncia al controllo e ci si affida alla Vita che conduce e insegna. 
Allora si comprende che si può essere stati insieme per più di trent’anni proprio per fare tesoro di questa immensa lezione: imparare a stare sulle proprie gambe amando se stessi, perché, nella dipendenza dall’altro, non può esserci amore.
Allora, quello che si vede nell’altro smette di farci arrabbiare e ci commuove. 
Per fare questo può essere fondamentale l’aiuto di uno psicoterapeuta o di un maestro, per imparare a difendere il proprio giardino interiore e a non accontentarsi delle briciole. Rompere un rapporto di dipendenza è dolorosissimo, ma libera energie infinite. Ci vuole la forza di credere nella piccola luce che si vede in fondo al tunnel, mentre tutto intorno si sfaldano le impalcature della città di cartapesta, del mondo di frutta candita, che cadono a pezzi provocando un polverone che oscura la vista, mentre il cuore si fa piccolo piccolo. Eppure lì, al centro del ciclone, c’è un punto di calma straordinario. 
Se si riesce a stare in quel centro, ecco che la solitudine e il senso di abbandono angosciante, il senso di distruzione opprimente e la vergogna bruciante, si trasformano.
Ecco che, se per qualche momento stiamo in ascolto, può nascere dal profondo un canto di gloria che non si può più dimenticare.

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