Un’altalena pazzesca e quasi schizofrenica, perché in realtà lui non era così perfetto e neppure così imperfetto. Era lui, con le sue luci e le sue ombre, che lei non sapeva accogliere per intero. Così come non accoglieva se stessa, intera. 
Lui la tradiva per frustrazione e rivalsa, per cercare fuori quel che non trovava nel loro rapporto, ma soprattutto quel che non trovava dentro se stesso. Cosa? Non lo sapeva neppure lui.
I tradimenti confermavano a Lucia la disistima in se stessa prima ancora che in lui. Stupefacente la sua capacità di dimenticare le umiliazioni subite, di rimuoverle, cancellarle. Tranne poi sentirle come ferite aperte nel cuore, non comprendendo le ragioni di tanto dolore.
La sofferenza era tanto più terribile quanto più sembrava non avere senso. 
«Forse sono io che mi invento tutto. Forse lui ha ragione. Del resto, lo diceva anche mia madre! Forse sono pazza davvero!».  
Questa è una trappola perversa, che si nutre della sfiducia in se stessi e fa dare credito a tutte le critiche e le malevolenze che arrivano dall’esterno. 
La sofferenza è reale e va ascoltata. È la nostra essenza che soffre e fa il diavolo a quattro per svegliarci dal ripiegamento autolesionistico nel quale ci ritroviamo. 
Il tradimento si può esprimere in un’infinità di modi: con una relazione sessuale fuori dalla coppia, ma anche con inganni economici, con promiscuità di valori e dipendenze che corrompono e inquinano la sincerità del rapporto. Tutti motivi occasionali. Il tradimento è essenzialmente menzogna, prima verso se stessi e poi verso l’altro. 

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