Sì-no, no-sì. Avanti-indietro, indietro-avanti. Sinistra-destra, destra-sinistra. Tuono è un esercizio sacro che,proprio attraverso il susseguirsi del paradosso, libera l’anima e stimola il processo immaginativo dell’inconscio. Chi lo pratica diventa un pendolo: immerso nella trance poetica, il movimento si trasforma in vibrazione, la mente ordinaria si arrende e al suo posto prende forma un’indagine del profondo intenta a scoprire il Sé, il Divino che attende di essere svelato in noi. Accogliere tutto, malgrado tutto, a dispetto di tutti, perché il Divino - come noi stessi - è in tutto e in tutti, in ogni tempo, luogo e dimensione.
Un ragazzo si recò da colui che da molti era considerato un saggio. L’uomo lo ricevette davanti a una fumante tazza di thè. “Cosa posso fare per te?”, chiese al visitatore. Il ragazzo fece un profondo respirò e subito domandò: “Potresti descrivermi Dio? Ho bisogno di sapere com’è”. Il saggio sorrise, prese un sorso di tè e disse: “Non è poco quel che chiedi. Perché vuoi saperlo?”. “Sento il bisogno di immaginarmi Colui che invoco nei momenti di smarrimento, e che vorrei ringraziare nella gioia”, rispose il ragazzo. “Comprendo”, disse l’uomo. Il quale bevve un altro sorso e tacque per alcuni minuti. Quando il ragazzo cominciava a pentirsi di aver fatto una domanda forse inopportuna, l’altro gli chiese: “Sei mai stato felice?”.
TUONO, MENTE PERFETTA
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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