È interessante come questa teoria possa spiegare tanti nostri comportamenti apparentemente illogici: senza capire come mai, noi ci ritroviamo sempre negli stessi scenari relazionali.
La mente alle volte è paradossale: ci leghiamo a qualcuno solo per rivendicare un diritto negato, o mantenere un bisogno inappagato, o un vuoto incolmabile. Come se esistesse uno strano destino per cui cerchiamo attivamente qualcuno solo affinché si mantenga il nostro stato di insoddisfazione. Ritornando alla domanda: cosa possono insegnarci i nostri abusatori seriali?
È usuale ritenere che nel mondo ci siano tanti tipi di persone, più o meno buone, più o meno cattive o egoiste. Ma se ci domandiamo perché noi incontriamo persone fatte sempre nello stesso modo, forse dovremmo ipotizzare che a livello inconscio, come dice Racamier, cerchiamo proprio quelle. Esse incarnano forse delle parti importanti di noi che, a nostra insaputa, governano la nostra vita. Potrebbero essere aspetti di noi stessi in ombra, che proiettiamo all’esterno su qualcuno che si presta bene in questo senso. Se, a un certo punto, ci domandassimo cosa vogliamo da loro, come vorremmo che diventassero, forse riusciremmo a comprendere qualcosa in più di noi. Così infine quelle persone, da essere delle piaghe che inquinano la nostra vita, potrebbero diventare agenti preziosi, rivelatori dei nostri arcani.

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