Pagina 4 di 8
Invece Lucia si potrebbe chiedere perché la irrita così tanto quel vicino di casa che bussa alla sua porta; quali comportamenti si attende, e perché proprio quelli? Marta, invece di irritarsi per i comportamenti dei suoi familiari, potrebbe provare a comprendere dove è la sua ferita.
In cosa loro hanno mancato nei suoi confronti e quale bisogno inappagato si cela dietro quel malessere. Forse, in questo modo, lei potrebbe dissetare quella parte bisognosa che ancora reclama amore.
Le soluzioni sembrerebbero più o meno facili, ma invece di cercarle di solito siamo più inclini a immergerci nell’immobilismo. Ripetiamo giorno dopo giorno gli stessi scenari con la convinzione che prima o poi, per magia, qualcosa cambi. E così passano anni e siamo sempre alle prese con il nostro loop infernale. In tempi non sospetti, Gurdjieff avrebbe parlato di meccanicità, così come in seguito Freud ripropose il concetto parlando di coazioni a ripetere. Eppure, dopo secoli, ancora siamo al punto di partenza, sempre alle prese con la ripetitività, con le nostre lamentele e la nostra passività, comodi nelle nostre poltrone e anche un po’ annoiati di noi stessi. E così, nell’immobilismo, alle volte immaginiamo scenari ideali: quanto sarebbe bello se magicamente il datore di lavoro capisse da solo e smettesse di chiamare, o se il vicino di casa cambiasse indirizzo, o un familiare venisse a scusarsi del suo comportamento, eccetera.
In cosa loro hanno mancato nei suoi confronti e quale bisogno inappagato si cela dietro quel malessere. Forse, in questo modo, lei potrebbe dissetare quella parte bisognosa che ancora reclama amore.
Le soluzioni sembrerebbero più o meno facili, ma invece di cercarle di solito siamo più inclini a immergerci nell’immobilismo. Ripetiamo giorno dopo giorno gli stessi scenari con la convinzione che prima o poi, per magia, qualcosa cambi. E così passano anni e siamo sempre alle prese con il nostro loop infernale. In tempi non sospetti, Gurdjieff avrebbe parlato di meccanicità, così come in seguito Freud ripropose il concetto parlando di coazioni a ripetere. Eppure, dopo secoli, ancora siamo al punto di partenza, sempre alle prese con la ripetitività, con le nostre lamentele e la nostra passività, comodi nelle nostre poltrone e anche un po’ annoiati di noi stessi. E così, nell’immobilismo, alle volte immaginiamo scenari ideali: quanto sarebbe bello se magicamente il datore di lavoro capisse da solo e smettesse di chiamare, o se il vicino di casa cambiasse indirizzo, o un familiare venisse a scusarsi del suo comportamento, eccetera.