Per prima cosa vediamo il significato di questo vocabolo che deriva dal latino discipulus, colui che impara, poiché in latino il verbo imparare si traduce con discere. Quindi la disciplina assume il senso di guida, insegnamento, direzione, apprendimento, in tempi remoti addirittura di arte. La via lastricata di regole su cui appoggiare i propri passi per non perdersi, ma anche per andare d’accordo con gli altri favorendo un ordine sociale; il selciato di valori da condividere e perseguire, più che da subire come obblighi e veti. Tornando all’articolo, quando si è scelto un argomento succede di non dirlo subito a tutti per non essere preda di un’esposizione che imponga di portarlo a termine. Eppure, ormai in noi la cattura è avvenuta, l’interesse cresce e pian piano ci si innamora. Allora, come per tutti gli innamorati, ci si identifica, si vive una specie di trance e i pensieri scorrono, appassionano, rapiscono. Tutto in testa è chiaro, basta solo mettersi davanti al computer e danzare sulla tastiera. Ecco, è scattato quel desiderio di fronte al quale nulla è insormontabile.
Sembrerebbe fatta e invece stasera c’è da vedere quel film; domani il pomeriggio sarebbe libero, ma poterlo scialare con il gusto della vacanza è irresistibile. Si farà dopodomani, tanto ormai le idee sono chiare e la decisione è presa. A chi rendere conto se non a sé stessi? Però dopodomani sarà uguale e pure il giorno seguente. La pigrizia si ammanta di scuse, di altre cose importanti da fare, di bisogno di riposare e intanto inizia a sibilare una colpa sinuosa, mentre accorre il sergentino interiore che mette sull’attenti e richiama all’ordine, affinché battendo i tacchi si rinnovi l’impegno. E così si vuol ripartire, ma la migliore intenzione è adulterata dal dovere che offusca quel desiderio tanto appassionato dell’inizio.
Forse il sabotaggio nasconde la paura di non farcela, di non saper cosa dire, o di dire sciocchezze. E si sa che amore e paura stanno agli antipodi.