Mentre li osservo, sento profondamente che il mio Vero Sé sa abbracciarli entrambi. Intanto, mi sovvengono alcune parole di Simone Weil, quando esule a Londra, nel 1942, scriveva: «Il radicamento è forse il bisogno più importante e più misconosciuto dell’anima umana. È tra i più difficili da definire [1]» e avverto profondamente che il radicamento, bisogno misterioso al quale la mia interiorità ha sempre anelato, è un radicamento verso l’alto. Il tesoro che mi abita è la mia parte spirituale, il mio Vero Sé che mi consente di essere casa per ogni mia parte. Vado incontro alla mia parte profuga e, accovacciandomi accanto a lei, le dico che la mia casa è sempre aperta e che io sono lì per lei. La mia Anéma interiore mi guarda sconcertata e incredula. Appoggia la testa sul mio grembo e, mentre le accarezzo i capelli arruffati, si addormenta stremata. Gradualmente, il respiro affannato si acquieta. Finalmente, Anéma sentendosi ristorata, ritrova la sua appartenenza. Solo allora smette di stringere quasi convulsamente il suo ciondolo che, ora, vedo ha la forma di un albero con la chioma in basso e le possenti radici verso il cielo. Intanto, parlo con Fosco, che mi guarda torvo. Comprendo che questa parte non conosce l’alterità (il diverso da sé), sa vedere solo se stesso, non si apre all’altro. Aprirsi all’altro significa mettere in discussione il proprio modo di essere, correre il rischio di sentirsi fragile, senza alcuna garanzia di non essere traditi o delusi. Sento che Fosco ha paura. Lo invito, allora, a sedersi accanto a me. La mia casa è anche la sua. Gli sorrido e gli offro da bere. Gli dico che non occorre faccia nulla per Anéma, è sufficiente che rimanga accanto a me. Mi scruta, poi si rannicchia e, pian piano, il suo sguardo si rasserena. Rammento allora, le parole di Chagall che, mirabilmente, ebbe a scrivere: «Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell’aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima». (Diario di vita di Chagall).
            Mia soltanto è la patria della mia Anima, e io sono accanto ai miei inquilini che hanno trovato una casa. 


[1] Weil Simone, “La prima radice - Preludio ad una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano”, Editore SE, 1990
 
 

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