Perché noi non siamo gli abiti che indossiamo. Abbiamo dimenticato di esserceli infilati qualche volta per nasconderci, rammaricandoci di non essere abbastanza; a volte pensando di scaldarci: avevamo freddo per non essere riusciti a farci amare e ad amare come avremmo voluto; altre ancora per attenuare l’anelito che ci conduceva altrove, preferendo assecondare le aspettative degli altri; altre per soffocare l’eco del cuore e inseguire quello della mente, o per sottrarci allo sguardo di chi temevamo potesse ferirci.
Perdonarsi vuol dire liberarsi. Non si tratta di assolversi, perché anzi, così facendo perderemmo il senso reale – e prezioso – della vita, bensì di mettere in salvo chi veramente siamo da chi siamo diventati. È imparare a vedere come, all’origine del nostro agire, operino meccanismi inconsapevoli, impressi in noi da una matrice, e che – se non visti e riconosciuti – è impossibile disinnescare.
Perdonarsi è anche rendersi conto che spesso abbiamo incolpevolmente agito al meglio di quanto ci era concesso in quel dato momento. Così come significa imparare a “scoprirsi” con pazienza, per riuscire a intravedere la gemma incastonata negli anfratti del nostro essere. Ecco perché il perdono è un atto di fiducia e di speranza verso un passato che può ancora essere redento, e verso un futuro che può diventare figlio di un presente ricco di amorevole misericordia.
IL SENSO DEL PERDONO
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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