il potere spirituale dell'arte
Platone mette in relazione la bellezza con il bene e la verità: il bello riflette il mondo delle Idee, dove si incontra la Fonte ultima. Il termine greco kalokagathía esprime proprio l’unità tra il bello e il buono. Aristotele, da parte sua, associa la bellezza all’ordine, la proporzione alla chiarezza luminosa. Entrambe le prospettive convergono nell’affermare che la bellezza non è mera estetica, ma una via verso la verità e la pienezza. 
La tradizione biblica offre un altro punto di vista. Genesi inizia con l’immagine di un mondo informe e vuoto, coperto di oscurità. L’atto creatore di Dio trasforma questo caos in cosmo, in ordinata bellezza. La parola cosmos, oltre a significare “mondo”, si relaziona con cosmetica, cioè, ciò che abbellisce. La creazione è quindi presentata come il passo dal disordine all’armonia, dalla confusione alla bellezza. Così è l’arte. Inizia sempre da limiti concreti – una tela con dimensioni precise, una partitura con note definite - ma la sua essenza sta nel trascenderli. Un quadro, una scultura o una sinfonia, pur essendo opere delimitate, ci invitano a un orizzonte infinito, risvegliano registri insospettati dell’anima. I sensi captano il suo linguaggio e lo trasmettono alla psiche, ma il processo non si ferma qui: culmina nella spiritualità, nell’apertura al divino.
Nella mia città, Barcellona, ho la fortuna di vivere vicino alla Sagrada Familia, l’opera maestra di Gaudí. Osservare le reazioni dei visitatori è rivelatore: uscendo dalla metro e contemplando per la prima volta la basilica, i loro occhi si aprono con stupore, le pupille si dilatano. L’arte, quand’è vera, risveglia ammirazione e conduce al ricordo interiore. Lo stesso accade di fronte agli affreschi di Giotto ad Assisi, alla perfezione di Michelangelo nella Cappella Sistina o alla poesia di Dante, che descrive la bellezza del Paradiso come riflesso della gloria di Dio. Anche l’arte contemporanea, a volte sconcertante o provocatoria, compie questa funzione. Dietro forme apparentemente strane o repellenti possono brillare scintille di bellezza, come accade nella vita stessa. L’importante è mantenersi aperti, disposti a scoprire il senso nell’inaspettato.