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Lei sta approcciando al tema in modo nuovo. Quest’apertura è un segnale di crescita interiore. A volte, le sensazioni profonde che sperimentiamo aprono a un nuovo cammino, anche quando all’inizio sembrano in conflitto con idee precedenti. La fedeltà alla propria coscienza, vissuta in un clima di discernimento, può essere una guida preziosa. Il male, spesso, supera i limiti della nostra comprensione, rappresenta un mistero. E il mistero non si risolve: si accoglie, si attraversa. Nei vangeli, quando Gesù cura, non dà grandi spiegazioni. Semplicemente dice: «La tua fede ti ha sanato”. Sanare non è risolvere, ma recuperare il respiro, l’orientamento, la dignità.
Quest’anno si celebra il Giubileo, con il motto Pellegrini della speranza. Questa immagine esprime la nostra condizione spirituale. Siamo pellegrini. Non siamo ancora arrivati, ma camminiamo. A volte il cammino è oscuro e sinuoso, però andiamo avanti. La domanda che lei si pone nasce dal cammino stesso. Non è un dubbio che blocca, ma un’apertura di ricerca. Per questo, la sua attitudine già contiene in sé la speranza. Come scrisse Viktor E. Frankl ne L’uomo alla ricerca di senso: «Non importa ciò che ci aspettiamo dalla vita. Quello che veramente importa è cosa la vita si aspetta da noi».