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L’arte contiene l’infinito nel frammento del finito. Nelle vetrate della Sagrada Familia, la luce attraversa il vetro e trasforma gli interni: un frammento fisico rivela una bellezza senza pari. Proprio questa è l’essenza dell’arte e della spiritualità che apre il cuore a una nuova dimensione. Come scrisse Dostoevskij ne L’idiota, “la bellezza salverà il mondo”, una frase che risuona con forza quando il sacro si esprime attraverso l’arte. L’opera di Gaudí va oltre il buon gusto, l’estetica e i materiali in pietra, il ferro forgiato e le vetrate. Il cielo si squarcia e ci si apre a una nuova presenza dove tutto acquista una nuova dimensione. Per questo, non solo ciò che menziona nella sua domanda merita il nome di sacro, ma il dispiegarsi universale dello spirito.
Il valore sacro è contemplato in diverse religioni. Il cristianesimo lo sottolinea, in special modo, nel credere alla incarnazione del Figlio di Dio nella persona di Gesù. Spiritualità divina e realtà umana si uniscono e si fondono. Basta avvicinarsi al capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo per sottolineare come la spiritualità dinamizza l’ambito profano. Si tratta del giudizio finale dove Gesù dice: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Davanti alla sorpresa dei giusti, la risposta non lascia spazio a dubbi: «Vi assicuro: ogni volta che lo avete fatto a uno di questi miei fratelli più fragili, lo avete fatto a me». Trattare Gesù, la sua parola o eucarestia come elementi sacri, ma le persone come esseri profani, è un errore. Non si può dimenticare la dimensione sacra dell’essere umano.
Riflettere su questo tema non è esclusivo di un credente. Lo psichiatra di fama internazionale Vittorino Andreoli ha appena pubblicato Preghiera del non credente, dove afferma: «Non è difficile credere che qualcuno abbia fatto, non so come, questo mondo. L’alternativa è pensare che in principio era il Caos. Lo so che anche Dio è una parola umana, ma non riesco a inginocchiarmi davanti al Caos. A Dio sì».