tra certezza e dubbio
Questa visione della fede come equilibrio tra certezza e dubbio non è esclusiva della fiction, ma la troviamo anche nel pensiero di figure religiose contemporanee, come papa Francesco. Nel suo ultimo libro, che è la sua autobiografia, scrive: «Se qualcuno è assolutamente sicuro di aver incontrato Dio, non mi convince. Se qualcuno ha la risposta a ogni domanda, questa è la prova che Dio non è con lui. Significa che è un falso profeta, che strumentalizza la religione, che la utilizza per se stesso. Le grandi guide del popolo di Dio, come Mosè, hanno sempre lasciato spazio al dubbio. Bisogna essere umili, lasciare spazio al Signore, non alle nostre false sicurezze». Un’attitudine di questo tipo propizia il dialogo, l’ascolto, il discernimento. 
Tomáš Halík introduce una sfumatura molto interessante sul contenuto del dubbio: «Il dubbio che accompagna in modo sano la fede e la rende umile non è il dubbio su Dio, il dubbio sul fatto che esista Dio, ma il dubbio su se stessi, sulla misura in cui il credente comprende correttamente il significato di Dio». Quando la certezza non dialoga con il dubbio, smette di essere fede e si converte in ideologia.
La parola “gnostico”, nella sua radice greca, significa “conoscenza”. Non è qui il problema, che però può sorgere quando si producono certe interpretazioni o forme di comprensione.