una sentenza definitiva
Papa Giovanni Paolo II pubblicò, il 22 maggio 1994, la carta apostolica Ordinatio sacerdotalis. La data scelta per la sua pubblicazione aveva un significato speciale, visto che coincise con la festa di Pentecoste. Nella prima parte della lettera menziona che Paolo VI, quando sorse la questione dell’ordinamento delle donne nella Comunione anglicana, ricordò la posizione della Chiesa cattolica per non generare maggiori difficoltà all’ecumenismo. Incaricò la Congregazione per la Dottrina della Fede di elaborare uno studio sulla questione dell'ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale, che si concretizzò nella Dichiarazione Inter insigniores, pubblicata sotto la sua autorizzazione il 15 ottobre 1976.
Nell’esporre le ragioni di questa dottrina, concluse che la Chiesa: «Non si considera autorizzata ad ammettere le donne all’ordinazione sacerdotale». Nel 1988, Giovanni Paolo II già aveva anticipato nella carta apostolica Mulieris dignitatem, rispetto alla dignità e alla vocazione della donna, argomenti in linea con la visione tradizionale. Nella parte finale d’Ordinatio sacerdotalis volle chiudere la questione cancellando ogni dubbio, emettendo una sentenza definitiva. Le sue parole: «Sebbene la dottrina sull’ordinazione sacerdotale, riservata solo agli uomini, sia preservata dalla Tradizione costante e universale della Chiesa, e sia fermamente insegnata dal Magistero nei documenti più recenti, tuttavia, ai nostri tempi e in vari luoghi la si considera discutibile, oppure si attribuisce un valore meramente disciplinare alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne a tale ordinazione. Pertanto, per fugare ogni dubbio su tale questione di grande importanza, che riguarda la stessa costituzione divina della Chiesa, in virtù del mio ministerio di confermare i fratelli nella fede (cfr. Lc 22:32), dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo il potere di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne, e che tale sentenza deve essere considerata definitiva da tutti i fedeli della Chiesa».