Fino alla fine del IV secolo, la Gnosi cristiana sarà caratterizzata da un modo peculiare di vivere e praticare gli insegnamenti di Gesù poi, con l’affermazione definitiva della chiesa ufficiale, lo gnosticismo venne sempre più emarginato e perseguitato, come una pericolosa eresia, fino a scomparire del tutto, almeno nelle sue forme esteriori. I testi gnostici furono distrutti e fu rimosso ogni collegamento fra lo gnosticismo e figure divenute colonne portanti dell’ortodossia, come San Paolo.
In senso moderno, possiamo definire lo gnostico come una persona che persegue la conoscenza interiore spingendo la sua ricerca oltre i dogmi imposti dalla religione. Cosa direbbero gli esponenti dell’ortodossia, rileggendo cosa scriveva Clemente Alessandrino (150 circa – 215 circa), padre della Chiesa e venerato come santo? Clemente afferma più volte che la Gnosi è stata insegnata dal Cristo stesso ai suoi discepoli e da essi ai loro successori, fino a giungere a lui dalla viva voce degli anziani di Alessandria: «Questa Gnosi, concessa per diretta trasmissione dal Cristo, discese solo su pochi tra gli Apostoli, tramandata senza scrittura. Perciò questa Gnosi, ossia sapienza, va conquistata con ascetico sforzo, per appropriarsi di un abito eterno ed inalterabile di contemplazione» (Stromata VI 7,61, 3).
CHI È LO GNOSTICO?
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- Scritto da ANDREA BERTOLINI
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