chi è lo gnostico

In questo mosaico religioso e multiculturale nel I secolo d.C. si inserì anche il cristianesimo, portatovi dall’apostolo Marco. Le scuole cristiane che sorsero ad Alessandria, città cosmopolita, assorbirono ben presto molte delle idee filosofiche e religiose ivi presenti che, in modo più o meno profondo, iniziarono ad incorporarsi al messaggio cristiano. Dal II secolo in poi il termine Gnosi sarà sempre più associato alle scuole cristiane a indirizzo esoterico, come quelle di Basilide e Valentino e dei loro successori.
In realtà, già nella seconda metà del I secolo, tramite San Paolo, il cristianesimo aveva iniziato ad assorbire molti aspetti della cultura e della filosofia greca. San Paolo, infatti, era originario di Tarso, centro di cultura ellenistica, dove erano praticati i Misteri, soprattutto quelli orfici. Egli era ebreo, ma con una mentalità profondamente influenzata dal pensiero greco. In lui la radice ebraica e l’influenza greca formarono le basi su cui innesterà, dopo la sua conversione, l’insegnamento di Gesù. 
Le chiese ufficiali nel corso del tempo fecero di tutto per individuare in San Paolo un fiero oppositore degli gnostici ma, a distanza di quasi duemila anni, stanno riemergendo molti aspetti inediti che studiosi come Elaine Pagels hanno contribuito a mettere in luce. Nel suo libro Lo gnostico Paolo viene evidenziato come le lettere paoline siano intrise di insegnamenti gnostici, andando così a ribaltare molte concezioni ortodosse imposte per secoli dagli eresiologi. L’argomento è complesso ma voglio evidenziarne alcuni elementi prendendo come riferimento la Prima Lettera ai Corinzi (cap. 12,8).