negazionismo climatico
Abbiamo già affrontato alcuni elementi legati alla percezione, a volte distorta, che si ha dei fenomeni meteorologici e climatici. A volte la percezione è anche influenzata dalla mancanza di strumenti conoscitivi di un fenomeno così complesso. Tuttavia, un sondaggio condotto negli ultimi decenni sul negazionismo climatico ha sorprendentemente rivelato come in realtà sembra non esservi una correlazione significativa tra grado di istruzione e atteggiamento nei confronti della crisi climatica: gli scettici sono più o meno distribuiti in ugual misura tra gli istruiti e i meno istruiti. Esiste invece una correlazione molto più evidente con la propria visione socio-culturale del mondo, in qualche modo legata anche al proprio orientamento politico. Altri studi hanno confermato che più delle dinamiche emotive e percettive, sono i nostri sistemi valoriali ad avere la meglio quando si parla di rischi climatici. 
Ci si aspetta che le politiche ambientali non siano appannaggio solo di una parte politica. Tuttavia, è probabile che l’attuale modello di sviluppo, capitalista e liberista, sicuramente responsabile di molte delle attuali crisi ambientali, tra cui senz’altro quella climatica, sia più vicino alle istanze di quegli schieramenti. È un dato di fatto che la gran parte dei documenti a suffragio dello scetticismo provengano da ambienti di destra. D’altra parte, non mancano gli esempi di tutela dell’ambiente e scelte politiche di sostenibilità anche in ambienti conservatori.